· 

Crematistica, morbo senza limiti

https://dalbasso.jimdofree.com/

La crematistica, ossia l'avidità senza limiti, l'arricchimento ricercato ad ogni costo, è il vero morbo, la lebbra dei nostri tempi.

Se si riflette a fondo si capisce che la maggior parte dei mali sociali nasce da questa ossessione.

La corruzione, il peculato, il malaffare, la rapina legalizzata, le diseguaglianze economiche spudorate sono il frutto marcio e putrescente di una concezione della vita che già Socrate, Aristotele, Epicuro criticavano.

Il vizio moderno di esaltare l'egoismo individuale a scapito di ciò che è bene comune si traduce nell'illimitata ricerca dell'arricchimento personale.

In tale brodo di coltura l'ideologia dominante si insinua in tutti i gangli della vita, comprese le manifestazioni culturali.

I manager, grandi e piccoli, i dirigenti pubblici e privati, gli intellettuali, i professionisti,  politici di professione, sono tutti pervasi  dal morbo crematistico.

Sono pronti a qualsiasi malefatta, al tradimento del giuramento pubblico, sono disposti a farsi corrompere, a lasciare la morale, l'etica, fuori dalla porta pur di conquistare una fetta di ricchezza.

La ricerca è insaziabile.  Come lupi famelici si avventano su qualunque bustarella, su qualsiasi tangente, si attribuiscono (i manager) stock option milionarie, si intascano stipendi e pensioni che non hanno uguali nella storia umana e non provano nessuna vergogna ad evadere se si chiede loro di pagare una qualsiasi tassa .

La ricerca  spasmodica crematistica non si ferma neppure difronte al rischio di distruzione ambientale, per cui viene meno il rispetto degli equilibri degli ecosistemi, si saccheggiano le risorse senza ritegno, senza preoccuparsi di lasciare qualche cosa alle generazioni future, si ricerca la ricchezza anche a costo di estinguere le specie animali e umana. 

I governi sono totalmente inani dinanzi a tale feroce asimmetria sociale e non provano in nessun modo a calmierare tale sperequazione della ricchezza prodotta.

Anzi l'ideologia liberista continua ad inculcare che l'arricchimento di pochi è una forma giusta e corretta di una politica economica!

Una pletora di opinionisti calca i talk show per convincere i riottosi che è giusto che qualche pugno di persone possa arricchirsi.  Ovviamente sono prezzolati per dirlo.

La violenta dittatura del denaro viene occultata dalla religione del mercato. 

Se qualche mente libera e critica prova a farlo notare viene zittita da una valenga di banalità sparate dalle cannoniere mediatiche che deve imporre la solita litania liturgica di un mercato impersonale contro cui non si può far nulla.

E se il mercato rende ricco qualcuno mentre la maggior parte dell'umanità arranca ci fanno credere che ciò dipenda da un moloch infernale e al di sopra di tutti.

In realtà si tratta di scelte ideologiche ben precise: un pugno di ricchi, circondati da vassalli ben pasciuti, valvassori e lanzichenecchi che difendono i Signori e le loro signorie, il resto è moderna servitù della gleba.

Tutto ciò è un insulto al tessuto neuronale di ogni essere pensante. Solo un anticapitalismo duro può salvarci.

Occorre che la politica metta sotto controllo i meccanismi dell'economia selvaggia e restituisca ragionevolezza.

Ecco perché la redistribuzione della ricchezza, così come la redistribuzione del lavoro sono all'ordine del giorno, specie in un'epoca come l'attuale che vede uno sviluppo tecnologico che consente un ritmo della produzione senza precedenti, dove il tasso di disoccupazione sale inevitabilmente.

Se vogliamo dare un futuro alle giovani generazioni occorre redistribuire le ore di lavoro con salari e stipendi dignitosi altrimenti avrema una società sempre più precarie senza speranza di un futuro decente.

 

Scrivi commento

Commenti: 0