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In Alto i Profili!

Ne valeva la pena?

Dunque dopo settimane di attese trepidanti, con giornalisti stremati dall'emozione, accalcati per vedere camminare sulle acque San Draghi, ecco che il Santo si è palesato.

Ha partorito (col manuale Cencelli) un governicchio di Alto Profilo!

Subito, una serie di Servi della zolla stampata, si è precipitata a baciare i piedi del Santo.

" Sbrodolate Mentana" hanno intrattenuto i quattro pensionati che se lo filano ancora e resistono al sonno, con ospiti di calibro come il solito suonato DaMilano (quello con le adenoidi), "spalle larghe" DeAngelis (il compagno della bambola gonfiabile di Sforza Italia), e altri "pezzi da 2 di coppe" che, come un purgante amaro e puzzolente, ammorbano ormai le tv dei poveri italiani.

Questi figuri, insieme a Massimo Franco (Corriere) hanno sfracellato i maroni sulle Grandi Qualità di Statista di Santo Draghi, ci hanno raccontato che resuscitava i morti, guariva gli infermi, moltiplicava i pani e i pesci.

In effetti, si può convenire che per quanto riguarda la capacità di resuscitare gli ZOMBIE,  Draghi ha fatto il miracolo: dopo essersi "consultato" con la MUMMIA DI ARCORE ci ha regalato l'Alto Profilo di Brunetta, la competenza abissale di Gelmini, le doti arcane di Carfagna (la castagna).

Basta, Basta, grazie, Draghi, basta così, siamo pervasi da troppa (dis)grazia!

Nella gelida caserma dove è stato partorito questo accrocchio governativo, deve esserci stata anche la ventata alcolica portata da Grillo Giuseppe, detto Beppe.   

Da quel di Genova, il nostro amato Beppe era calato per sistemare la faccenda della partecipazione del Movimento, lungo il tragitto deve essersi fermato in qualche autogrill toscano e deve aver acquistato una dose eccessiva di fiaschi di Chianti.

Giunto a Roma si è recato in pellegrinaggio al Santo e lì è stato folgorato sulla via del  Palazzo, è uscito ubriaco poco dopo l'incontro con il Santo, (che deve avergli offerto qualche altro shottino di gin) e se n'è uscito con la battuta che resterà negli annali delle fesserie: "Draghi è un grillino! Belìn, non è il banchiere di dio, no, state tranquilli, ci dà, pure, un supeministero! Tutto per noi" . 

Così felice come una pasqua alcoolica per la supercazzola conquistata, il nostro amato Beppe, se n'è tornato in quel di Genova per scolarsi quel che restava dei fiaschi comprati in autogrill.

Quel che è seguito è cronaca di ieri.

Il Grande Santo incensato dai Media si è rivelato un mediocre alchimista di personcine, forse bastava un De Mita qualsiasi per comporre un simile frankenstein.

Però va notato che La Lega ha vinto 3 ministeri senza colpo ferire e senza fare una beata mazza, idem Sforza Mafia Italia, Il Pd per quel che conta ha avuto la solita pappetta (tanto al PD basta un ciuccio intinto nello zucchero e subito si adatta e smette di frignare). 

Ai 5stelle è rimasto, come si dice in piemontese,  un bel chiodo da ciucciare (un gran risultato per il partito di maggioranza!). 

Come dite ?

AH, beh, giusto, dimenticavo, c'è il ministero delle galassie supercazzole (che però sembra sia stato dato ad uno in quota Leopolda, ovvero in quota all'odiato Serpe di Rignano).

Insomma, i giornalai servi della zolla stampata possono ora celebrare il Santo, dopo aver inveito, cannoneggiato contro Giuseppe Conte, "a detta loro, l'origine di tutti i mali italici" (Conte in realtà è espressione nobile, pulita e onesta della società civile, che rivela, tra l'altro, come dentro la società civile ci siano persone di gran lunga migliori di tanti che siedono indegnamente in Parlamento). 

Le lucie annunziate, le myrte merlino, le tagadine, le olgettine del tg2, possono finalmente celebrare i fasti di una restaurazione piena. Un pieno TERMIDORO.

Peccato che per colpa di qualche fiasco di Chianti di troppo, i 5stelle si siano prestati a questa farsa tragica.

Ne vedremo delle belle: in Alto i profili, e anche i bicchieri! 

Hic, Hic, però, buono 'sto chianti!   

(voci concitate fuori campo:  "BEPPE, molla il fiasco, accidenti, lo vedi che combini, quando bevi troppo?"

"Belìn, lasciatemi bere in pace!").

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